C’erano una volta un principe e una principessa che si erano voluti bene fin da piccoli, e così era deciso che dovessero sposarsi quando la principessa fosse diventata adulta. Aveva ancora solo dodici anni ma la sua matrigna, che era una strega cattiva, le prediceva malefici. La minacciava di farle un incantesimo capace – una volta entrata nel talamo nuziale – di trasformarla in cervo selvatico e costringerla a vagare nei boschi e nei pantani. Perciò la giovane era molto addolorata: voleva bene al principe con tutta se stessa e voleva diventare sua moglie quando fosse giunto il momento. Lui invece era all’oscuro di tutto, né lei osava confidarsi.
Un giorno la principessa andò nel bosco a visitare alcuni poveri conoscenti che avevano una figlia della sua stessa età. Chiese loro se potevano mandare la ragazza alla reggia come damigella: voleva metterla un po’ alla prova e, se fosse stata soddisfatta, l’avrebbe tenuta con sé. I genitori furono molto contenti e anche la giovane, che la seguì felice al castello.
La principessa la tenne con sé per tre giorni e le raccontò molte cose, ma le rivelò che ce n’era una di cui non poteva parlare con nessuno. La terza sera le disse che poteva andare a casa a far visita ai genitori e rimanere lì per la notte. Doveva tornare il mattino dopo e poi avrebbe saputo se poteva rimanere al castello. Perciò la giovane andò a casa, ma la principessa la seguì e, spiando dalla finestra, ben nascosta, origliò per appurare se la ragazza sapeva tacere o se aveva la lingua lunga. Quando la giovane arrivò dai genitori, loro le chiesero tutto ciò che aveva visto e sentito e fatto, e anche quello che la figlia del re le aveva detto. E lei raccontò tutto! Allora la principessa tornò alla reggia: di quella non poteva certo fidarsi.
Il giorno dopo uscì e trovò un’altra ragazza della sua età, ma nemmeno lei sapeva tacere e fu cacciata via. E così andò con molte, finché un giorno arrivò a una capanna dove abitava della gente poverissima. La principessa chiese anche lì e portò con sé alla reggia la loro figlia. I genitori ammonirono la ragazza di comportarsi bene e non fare pettegolezzi; lei promise e partì.

Dopo tre giorni la principessa le permise di tornare a casa a fare visita ai genitori e di passarvi la notte. Poi la seguì e rimase fuori a origliare. Quando la ragazza entrò nella capanna, per prima cosa i genitori le chiesero se si era comportata bene. Sì, pensava di sì. Allora le raccomandarono di essere sempre brava e fedele, così la principessa avrebbe continuato a essere buona con lei. Poi recitarono insieme a lei le preghiere della sera e si coricarono tutti. La figlia del re tornò al castello e il mattino dopo, quando la ragazza arrivò, le disse che voleva tenerla con sé. La povera giovane fu allora educata al castello del re e istruita insieme alla buona principessa, e le due diventarono amiche del cuore.
La poverina crebbe e divenne una meravigliosa fanciulla che somigliava in tutto e per tutto alla principessa, tanto che gli altri le confondevano; si vestivano anche allo stesso modo.
Quando giunse il momento delle nozze con il principe, la figlia del re svelò alla fanciulla l’incantesimo della matrigna e le fece promettere di prendere il suo posto nel talamo nuziale dopo che lei si fosse trasformata, in modo da evitare al principe un grande dolore. La ragazza le voleva molto bene e voleva salvarla da quella sventura: non poteva trasformarsi lei in cervo al posto della principessa?
“No”, rispose la principessa, “questo non è possibile. Ma le prime tre sere di Natale, a mezzanotte, potrai incontrarmi in una capanna di frasche nel bosco; diventerò di nuovo una donna, ogni volta per un’ora. Così almeno potremo parlare”.
Venne il giorno delle nozze e fu celebrato il matrimonio, e accadde tutto quello che aveva minacciato la cattiva matrigna: nello stesso istante in cui mise piede nel talamo nuziale, la principessa fu trasformata in cervo selvatico e cominciò a vagare nei boschi e nei pantani. L’amica fu pronta e svelta a prendere il suo posto accanto al principe, tanto che lui non si accorse dello scambio. Allora la fanciulla lo pregò di lasciarla illibata ancora per gli anni dell’adolescenza: lui acconsentì e perciò depose tra loro la sua spada. Poco tempo dopo il padre del principe morì, lui gli succedette come re e la povera fanciulla diventò dunque regina.
La prima sera di Natale la regina si alzò dal letto senza che lui se ne accorgesse e andò nel bosco alla capanna di frasche per incontrare la vera regina e parlare con lei. Lo stesso fece l’anno seguente. Ma c’era chi cominciò a dire che la regina aveva qualcosa di strano, perché ogni notte di Natale usciva di soppiatto dal castello.
La voce giunse alle orecchie del re, che la terza notte di Natale rimase perciò sveglio facendo solo finta di dormire. Quando la fanciulla si allontanò, lui la seguì di nascosto nel bosco e poi rimase fuori dalla capanna di frasche a origliare. Allora sentì che la sua vera regina chiedeva: “Come vivete insieme?”
E quella che lui credeva sua moglie diceva: “Bene, come fratello e sorella. Ma non c’è proprio nessun modo per salvarti?”
“No”, fu la risposta. Stanotte per l’ultima volta ho sembianze umane. Ci sarebbe solo un modo per salvarmi: se un figlio di re, puro e innocente, mi ferisse con la spada facendo sgorgare il mio sangue, e questo non dev’essergli chiesto”.
In quell’istante si tramutò in cervo e si precipitò fuori dalla capanna. Ma il re aveva sfoderato la spada e, quando lei gli passò davanti, la ferì facendo scorrere il suo sangue. Allora diventò di nuovo una principessa, più bella e raggiante di quanto non fosse mai stata, e i due tornarono a casa e vissero felici insieme come re e regina per molti anni. La fanciulla fedele fu data in moglie al giovane più nobile della corte del re e rimase a palazzo per sempre, ed entrambi l’amavano come se stessi.